Lo strano destino di “faccia da ananas”

Pubblicato: 8 dicembre 2011 in America Latina
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Autorizzato il trasferimento in patria dopo oltre vent’anni. Lo attende una sentenza in contumacia a oltre 60 di carcere per tre omicidi. Dagli Usa era stato consegnato a Parigi per scontare una condanna per riciclaggio

 

Il generale Manuel Noriega, sopranominato faccia d’ananas per il viso butterato, è stato l’uomo forte del Panama tra il 1983 e il 1989 in virtù dei suoi rapporti stretti con gli Stati Uniti. Uno dei tanti dittatori di quelle che una volta si definivano le repubbliche delle banane, sostenuto da Washington che lo aveva sul libro paga della CIA. Noriega, prima ancora di diventare dittatore del Panama, era stato uno dei personaggi centrali dell’affaire Iran-contras-gate che consisteva nella triangolazione tra fondi riservati della CIA, cocaina e armi per i controrivoluzionari nicaraguensi e per l’opposizione iraniana. Tutte operazioni vietate dal Parlamento di Washington ai tempi di Ronald Reagan, ma gestite addirittura dal colonnello Oliver North dell’esercito.

Come presidente, Noriega si è contraddistinto per la crudeltà e la corruzione, ma dalla sua rottura con gli Stati Uniti, anche per le posizioni fortemente nazionaliste e antiamericane. Una macchietta triste di quel periodo della storia latinoamericana che pare ormai sia alle spalle. La sua caduta, dovuta al fatto che Noriega si era convinto di avere acquisito un’immunità omnicomprensiva dopo anni di servizio agli Stati Uniti, coincide con l’ultimo intervento militare armato dei marines in Centro America. Nel 1989, con l’Operazione Giusta Causa, uno dei tanti nomi grotteschi utilizzati dal Pentagono quando è obbligato a rimuovere una scheggia impazzita, Noriega passò velocemente da risorsa strategica a scoria, e venne trattato di seguito come tale.

Alfredo Somoza per Popolare Network

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commenti
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