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La Campagna volge al termine, ora parleranno le urne. Il mio saluto e ringraziamento a tutte le persone che hanno lavorato perché SEL sia conosciuta e riconosciuta dagli elettori di Vimercate.

Alfredo Somoza, capolista SEl, Comune di Vimercate

Giornalisticamente parlando, la campagna per le amministrative che si conclude questa settimana a Vimercate è stata caratterizzata da un dato politico macroscopico: 3 dei 5 candidati presenti  parlavano senza la minima cognizione di causa e un altro ancora enunciava principi sacrosanti che in buona parte sono già realtà, oppure si trovano nel programma della coalizione di centrosinistra che sostiene Paolo Brambilla per un secondo mandato. Per la destra-destra, Vimercate è una ” città in preda all’insicurezza”, da scongiurare riempiendola di telecamere e di nuovi vigili urbani mentre, per risolvere i problemi dei commercianti, la ricetta sarebbe quella di “eliminare il gratta e sosta che è così complesso che allontana i potenziali clienti dal centro” (!). Per la candidata centrista, la cosa più importante è “la centralità della persona”. Brava! Complimenti per la sintesi. Per il centro destra-leghista, bisogna  “allontanare i questuanti dai semafori” , azione probabilmente copiata dal programma per Milano perché a Vimercate i semafori sono belli sgombri. Ovviamente, anche “no alla cementificazione”, che detto dal partito dei costruttori è tutto un programma, basti vedere la fine che hanno fatto i comuni da loro amministrati in Brianza o la solita Milano, governata dalla Giunta Moratti-Ligresti. Perla assoluta della campagna del centro-destra vimercatese è l’idea di fare diventare la nostra città “capitale della libertà religiosa”, intendendo con questo non la tutela dei diritti dei residenti non cattolici che non hanno un luogo di culto, come ad esempio i musulmani, ma dei “cristiani in Pakistan” (!). La Lega si è contraddistinta per la controinformazione demenziale, rappresentando Vimercate come una specie di periferia parigina ancora più degradata con sorci giganteschi che si arrampicano sui muri per andare a invadere le case dei cittadini terrorizzati e, ancora peggio, con l’impegno “a che non venga trasformato in Hotel per clandestini l’area ex-ospedale”. Se questo fatto clamoroso, che nessuno ha mai nemmeno immaginato avvenisse, gli unici che potrebbero ordinarlo sono il Ministro degli Interni, cioè il loro caro Bobo Maroni, e il Celeste Roberto Formigoni.  Se non fosse una campagna vera, si potrebbe sospettare lo zampino di qualche autore di testi comici che ha voluto divertirsi. In realtà un comico è venuto in piazza Marconi “a suonarla ai politici”. Il noto Beppe Grillo ha sparato contro “la città fatta da svincoli autostradali” e caricato i suoi militanti con l’affermazione “che sicuramente il centro sinistra ha copiato il nostro programma elettorale”.  Il candidato Sindaco della Lista 5 Stelle, dibattito dopo dibattito, ha invece arrivato a riconoscere che non soltanto “Vimercate è bella”, ma addirittura che è “stata ben governata”. Siccome nel loro programma si parla di sostenibilità, di tutela del verde, di partecipazione, tutti punti ben presenti nel programma del Centro Sinistra non si capisce il perché della corsa solitaria, oppure la si capisce soltanto per “ordini di scuderia” che ben poco hanno a che fare con Vimercate.  Rimane il centrosinistra, che non soltanto ha governato senza crisi per 5 anni, ma che si presenta compatto a questo appuntamento. In campagna, Paolo Brambilla ha più volte illustrato quanto si è fatto e quanto si vuol continuare a fare. Senza sparate, demagogia, promesse mirabolanti, qualunquismo. Si è parlato con la Vimercate dei cittadini in ogni piazza, circolo e frazione. Si è concordato un programma di coalizione  punto per punto e virgola per virgola senza usare nemmeno una volta il “copia-incolla” così caro agli altri candidati. Le forze del Centrosinistra sono indubbiamente per storia e radicamento le vere forze popolari di questo territorio perché sono attente a ogni aspetto della vita produttiva, delle questioni sociali, delle problematiche degli anziani, dei giovani, della cultura. Più di così sicuramente si può fare, soprattutto bisogna svernare vecchie convinzioni che rischiano di far diventare forze nate per far progredire la società in semplici amministratori e ripensare una e mille volte, insieme ai cittadini, le scelte in materia di gestione del territorio. La sinistra deve però fare anche sognare, identificare nuovi traguardi, nuove utopie. Noi di SEL crediamo che la riconversione a criteri di sostenibilità del nostro modello di consumo, la questione dei diritti civili e sociali uguali e garantiti per tutti, l’inventarsi nuovi lavori cogliendo le opportunità di un’economia sempre più globale, il cercare di dare nuovi contenuti alla democrazia attraverso la cittadinanza attiva e partecipata siano oggi un’utopia per la quale vale la pena di spendersi, utopia che serve proprio a indicarci l’orizzonte verso il quale camminare.