Un muro ci dividerà

Pubblicato: 25 agosto 2015 in Europa, Mondo
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Il mondo senza confini, il mondo senza ideologie, il mondo dove le merci e i capitali girano liberamente, il mondo nel quale tutti abbiamo le stesse opportunità. L’utopia globalista degli anni ’90 si sta velocemente  esaurendo. Oggi si parla invece di chiusure, protezione, sicurezza e muri, tanti muri.

Nel 1989, mentre i tedeschi picconavano il Muro di Berlino, nel mondo intero si contavano altri 15 muri, più che altro in funzione delle logiche della guerra Fredda. Il mondo globalizzato di oggi ne conta ben 65, costruiti  la maggior parte in silenzio, oppure riciclati da vecchi conflitti sempre e fatti diventare bastioni in chiave anti-immigratoria. Se la retorica globale insiste sul mondo aperto, la realtà è diversa, il mondo si apre alle merci e si chiude a riccio alle persone. Il diritto di circolazione, un caposaldo del colonialismo ottocentesco, per la prima volta è stato seriamente messo in discussione, così come il sacrosanto diritto di assistenza ai profughi e ai rifugiati sanciti dopo la Seconda Guerra Mondiale per assistere i profughi europei del conflitto. Il mondo che non si è mai disarmato dopo la fine dello scontro tra USA e URSS, si sta ora anche dividendo fisicamente. Tra ricchi e poveri, tra disperati e meno disperati, tra poveri e miserabili. I principali muri, che un giorno diventeranno simbolo del XXI secolo insieme alle telecamere, si ergono a Nord e a Sud, a est e a ovest.

Nel Sahara Occidentale, ex colonia spagnola occupata abusivamente dal Marocco si trova uno dei più vecchi Muri, di sabbia, lungo ben 2.700 chilometri costruito nel 1980 per dividere il Marrocco dalle regioni controllate dai combattenti indipendentisti saharawi. Oggi quel Muro serve a contenere i migranti che scappano dall’Africa sub-sahariana. L’ultimo muro in ordine di tempo è invece quello che sta costruendo in chiave anti-profughi l’Ungheria, lungo 177 chilometri della sua frontiera con la Serbia seguito a ruota dalla Bulgaria che sta fortificando il suo confine con la Turchia.  Fortemente simbolico è il muro che divide gli Stati Uniti dal Messico lungo centinaia di chilometri. Iniziato in chiave anti-terrorismo, è diventata la prova visibile di quanto l’Accordo di libero Commercio NAFTA riguardasse solo le merci e non le persone. Il pre-candidato alle Primarie repubblicane Donald Trump vorrebbe estenderlo all’intero confine e fare pagare i lavori al Messico. Tra la Grecia e la Turchia è stato eretto il Muro Evros nel 2012, malgrado il miglioramento delle relazioni tra i due paesi, per questo i migranti in Grecia arrivano quasi esclusivamente via mare. Nelle enclave spagnole in Marocco di Ceuta e Melilla è stato costruito un Muro alto 6 metri per evitare l’ingresso di migranti. I tentativi di scalare il Muro, e i metodi con i quali la Guardia civil tenta di evitarlo, provocano spesso la morte dei migranti. L’India ha invece “impacchettato” il Bangladesh con una struttura di filo spinato lunto tutto il confine per sconsigliare le migrazioni . Il Muro che divide Nicosia, in Cipro, e che risale all’invasione turca del 1974, e oggi è diventato un confine dell’area Schengen.  L’Arabia Saudita ha alzato un muro di 900 chilometri che va a rinforzare una  barriera di sabbia alta 7 metri per dividere il loro paese dall’Iraq. Israele infine nel 2002 ha iniziato a costruire un muro difensivo che è diventato anche legittimante di occupazioni abusive di territori palestinesi, ma anche di controllo dei flussi di persone.

Questa la mappa aggiornata, quali saranno i prossimi? L’erezione di muri è l’ultima frontiera della politica che rinuncia alla sua missione storica di cambiare le cose, ma che accetta con rassegnazione l’esistente. Una realtà che tende a peggiorare, proprio perchè invece di affrontare i problemi che generano guerre e miserie si illude di potere trovare pace e sicurezza in mondi protetti da muri, da occhi elettronici, da guardie armate. Paesi chiusi dentro muri, quartieri chiusi per i più ricchi, telecamere che controllano l’intero territorio, una vita di autoreclussione come non si era mai visto dei tempi del Medioevo. Tutte pie illusioni, smentite quotidianamente dalla realtà che è invece dinamica, che non fa sconti, che riesce a vanificare muri e occhi elettronici.

Alfredo Somoza

 

muro-di-berlino-1989

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