La Gran Bretagna imperiale promosse addirittura guerre per sancire un principio vitale per la sua espansione mercantilista tra il XVIII e il XIX secolo: il diritto di transito. Fu così “aperta” dalle cannoniere l’Africa, la Cina, l’India, il Sud America. La Gran Bretagna si batteva per la globalizzazione del diritto di commerciare superando chiusure e protezionismi. Un gran caposaldo di questa politica furono le cosiddette “Guerre dell’oppio” tra il 1839 e 1860 per obbligare alla Cina ad accettare l’ingresso dell’oppio che gli inglesi esportavano dall’India. Il cadeaux di queste guerre fu Hong Kong, l’eredità il dilagare dell’uso dell’oppio in Cina e poi nel mondo. Una politica che si tramutò in colonialismo con l’occupazione permanente di territori all’estero da governare e spolpare e nei quali trasferire anche coloni e amministratori. La Gran Bretagna di Cameron si propone di innalzare barriere di filo spinato e muri contro “l’invasione” di qualche centinaia di profughi provenienti da Calais. Il diritto di transito è sospeso, o meglio, valeva solo in uscita. In quest’estate del 2015, si verifica una voglia di ritorno all’insularità come ai tempi dei romani, quando si sapeva soltanto che nell’arcipelago c’erano popoli ostili a ogni contatto con il mondo che amavano dipingersi il corpo.

Second_Opium_War-guangzhou

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