Norvegia, un paese per la pace

Pubblicato: 26 agosto 2012 in Turismo, turismi
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Incuneata tra i fiordi e le foreste, Oslo possiede un curioso carattere a metà tra la sofisticata capitale europea e il villaggio rurale.  Capitale ricca di cultura e di storia, ma anche porta d’ingresso per un fantastico mondo naturale laddove l’Europa diventa di ghiaccio.

 

Il centro cittadino di Oslo è caratterizzato dalla miriade di negozi, caffè e mercati. Difficile definire lo stile della capitale norvegese: l’abbondanza di parchi e le ampie aree pedonali la rendono assai vivibile e poco caotica, e anche durante le gelide serate invernali le strade del centro e della città vecchia prospiciente al mare si riempiono di gente. Oslo è una città prevalentemente moderna. La sua architettura ha le linee austere tipiche delle città scandinave. Pur avendo infatti oltre un millennio di storia, Oslo è stata ricostruita numerose volte a causa dei molti incendi che nel corso dei secoli l’hanno distrutta, come quello del 1624 che la rase completamente al suolo e “grazie” al quale Oslo fu ricostruita in pietra e mattoni. Fu re Christian IV a progettare personalmente la nuova città e le mura di cinta, anche se l’incremento della popolazione fu così rapido che dopo pochi decenni le mura dovettero essere abbattute per fare posto a nuovi abitanti. La città fu rinominata in onore del suo sovrano e per 300 anni fu nota come Christiania.
Con un territorio di oltre 450 km quadrati Oslo è una delle più estese capitali europee, con la particolarità però di avere la maggior parte della sua area ricoperta da fitte foreste. Se a questo si aggiunge poi il fatto che, con la sua popolazione di nemmeno mezzo milione di abitanti, Oslo è la più piccola delle capitali scandinave, ci si fa ben presto un’idea di come i confini ufficiali della città si espandano ben oltre il perimetro urbano fino a perdersi nei boschi. Questo significa anche che migliaia di chilometri di piste da sci (illuminate per consentirne l’uso anche durante i bui mesi invernali) sono comodamente raggiungibili dal centro città. E lo sci, in tutte le varianti è la passione nazionale dei norvegesi nonché un’antica tradizione – nato non tanto come sport quanto piuttosto come elementare mezzo di trasporto. Cosìcome altre città europee hanno cattedrali o grattacieli a definirne il profilo, Oslo ha il trampolino per salto con gli sci di Holmenkollen che la domina dall’omonima collina.

Al vicino nord in treno

Il treno veloce e silenzioso che collega Oslo con Hamar è il migliore messo per entrare nella Norvegia dei grandi spazi aperti e delle foreste. Questa cittadina è, insieme a Lillenhammer, uno dei punti più importante del distretto di Hedmark, cuore agricolo del paese sulla sponda del grande lago Mjosa con belle spiagge e un simpatico porto.

Da Hamar si snodano centinaia di percorsi di turismo rurale che offrono l’alternativa all’altra grande attrattiva del paese, il dedalo dei fiordi. L’agriturismo è in piena espansione in un paese dove l’agricoltura rimane fortemente sovvenzionata, ma è pur sempre un’attività “minore” rispetto al terziario e all’estrazione dell’oro nero.

Una delle prime fattorie che si sono aperte al turismo è la Rudi Farm, nella Valle di Gudbrand. In questa centenaria tenuta, che alterna aree coltivate con aree boschive, si può pernottare, mangiare le pietanze tipiche della campagna norvegese (formaggi, cervo, renna, frutti di bosco) e conoscere il folklore locale, soprattutto musicale. A Hamar esistono anche resti importanti della storia di questo popolo di agricoltori e navigatori che fu ben conosciuto, e temuto, dal resto degli europei durante il Medioevo. Appena fuori città, su una collina, si erge l’abbazia di Domkirkeodden, o meglio metà di quello che fu l’abbazia, conservata in una gigantesca scatola di cristallo per evitare che pioggia e ghiaccio finiscano di demolirla. Costruita nel 1200 e distrutta nel 1500 durante l’occupazione danese della Norvegia, fu ricostruita più volte e ancora distrutta da russi e svedesi in successive invasioni. Oggi Domkirkeodden è un simbolo della tormentata, ma coraggiosa storia dei norvegesi e qui si celebrano messe e matrimoni e si recitano pagine di storia in costumi tipici. Nell’organizzare la visita a questa località nel cuore del paese non bisogna dimenticare l’opera del più grande scrittore e autore teatrale norvegese, Henrik Ibsen, che proprio nel Gudbrand trovò ispirazione per la sua più famosa opera, quel Peer Gynt che racconta l’epica storia di questa terra verde e aspra. E’ possibile assistere ad una rappresentazione in costume del Gynt sulla sponda del Lago Gala nei lunghi tramonti dell’estate boreale. Uno spettacolo che merita se non altro per la cornice di un verde profondo e antico nella breve estate dall’eterno giorno.

 

Alfredo Somoza

 

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