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Si fa un grande parlare da qualche giorno sulle coincidenze programmatiche tra la Lista Tsipras e il M5S. Al netto delle sparate inutili sull’euro, ci sono infatti alcuni, pochi, punti in comune. Dario Fo si auspica “un avvicinamento della lista Tsipras con i Cinque Stelle. Non so se un fronte del genere sia sufficiente per fare un’opposizione forte in Italia e in Europa, ma le convergenze sul programma per me ci sono tutte”. Manca però un pezzo fondamentale caro Dario per capire se ancora una volta, com’è successo dopo le Politiche, gli elettori del M5S abbiano buttato via il loro voto oppure no.
E la differenza passa dalle risposte degli eletti del M5S a queste semplici 5 domande:

 

1) Chi pensate di sostenere come primo ministro dell’Europa? Non è permessa la risposta “non siamo nè di destra nè di sinistra”. In questo momento ci sono due ipotesi sul tavolo: larghe intese europee oppure governo di cambiamento. Decidete
2) In quale gruppo confluirete, visto che non potete creare uno autonomo (ci vogliono eletti di almeno 7 paesi). Il gruppo misto europeo prevede, per chi ne fa parte, diritti dimezzati e non solo fondi dimezzati. Decidete
3) Sui temi dei diritti, dal matrimonio paritario, all’immigrazione all’antiproibizionismo avete idee contrastanti. Decidete
4) Al Parlamento europeo non ci sono televisioni, non è previsto l’ostruzionismo e si può parlare fino ai 3 minuti (fino a 1 se non si fa parte di nessun gruppo). Spesso si costruiscono alleanze trasversali per fare passare le proprie proposte. L’isolazionismo mediatico al quale vi siete auto-condannati in Italia non è paga. Al Parlamento europeo si “parlamenta”. Decidete
5) I partiti che in Europa si chiamano ai principi che dite di condividere (beni pubblici, potere ai cittadini, trasparenza, sensibilità sociale) non amano gli insulti,i tribunali del popolo, le gogne mediatiche e soprattutto amano la trasparenza dei conti, i bilanci certificati e la proprietà condivisa di marchi, simboli e gruppi. Decidete.

 

Perché non si ripeta in Europa quello che Marco Travaglio ha definito il “grande errore” del M5S, cioè essere andati all’incontro con Bersani solo per prenderlo per i fondelli e non con proposte concrete di riforma che avessero potuto inchiodarlo, c’è poco tempo. Decidete.

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